Ti porto a vedere il mare

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Autore: Mauro Todisco

Una storia vera raccontata da un figlio che è anche il medico di suo padre. Una scelta terapeutica difficile, controcorrente: curare la perdita di efficienza cerebrale del proprio anziano genitore con un antibiotico. Una promessa: “Ti porto a vedere il mare”, quando tutto sembra perduto. Sullo sfondo: gli studi del dottor Domenico Fiore sui rapporti fra danno neurologico e il batterio della pertosse (bordetella pertussis), la crisi attuale del rapporto medico paziente, le vicende di una famiglia, il pensiero del Sud, il mare, l’amicizia, la convivialità , la buona cucina e altro ancora.

“E’ un racconto le cui immagini appaiono indagate da ottiche diverse che si compenetrano arricchendosi. Affiorano da queste pagine le radici degli affetti, gli archetipi comuni del sentire che veicolano una complessità  di emozioni. L’essenziale del tessuto del racconto, il rapporto scabro della scrittura libera con la storia fa del tema del viaggio, del mare, della malattia e del dolore, la condizione esistenziale per ritrovarsi in una generale riscoperta di senso. Gli incontri tra culture mediche, i colloqui, l’incrociarsi delle prospettive , ogni momento di esperienza si affida al solco della memoria. Presenze e assenze, tracce invisibili e personali conducono in un itinerario di pacata malinconia vagando tra il calendario ininterrotto dei giorni e la morte e la vita che si inseguono abitando le ore. Dentro il dolore, la percezione dell’esistente e la paura, l’ansia e poi l’angoscia e la prospettiva della morte, sempre sottesa, vengono raccontate senza il grido per la sconfitta, ma nella certezza della fedeltà  a se stessi, ai propri valori al proprio bisogno di verità . Esposto al dolore, pervaso dalla pietas filiale, mai sottratto allo smarrimento, l’autore, attraverso il viaggio con il padre, mette in luce legami, progetti, amicizia, calore, umanità  e il mare sullo sfondo non è metafora della frattura, dell’allontanamento, è ritorno, promessa che avanza sul rischio della perdita e dopo, dopo sarà  ancora vita e infinita perché tutto resterà  nei ricordi”.  Marisa Calisti